CALORIMETRIA

La calorimetria misura il dispendio energetico a riposo REE (Resting Energy Expenditure) ovvero la quantità di calorie necessarie per lo svolgimento delle funzioni vitali.

È indispensabile conoscere tale valore per impostare un piano dietetico mirato alle esigenze nutrizionali individuali.

La maggior parte delle persone in sovrappeso può perdere peso con una dieta pari al Metabolismo misurato.

Il Metabolismo basale può essere misurato attraverso la calorimetria diretta (camera calorimetrica) oppure tramite quella indiretta (calorimetro). Il termine calorimetria significa letteralmente misura del calore come effetto di reazioni biochimiche che avvengono all’interno dell’organismo.

La calorimetria diretta permette di valutare la spesa energetica a partire dalla misurazione della dispersione di calore di un soggetto posto all’interno di una stanza adeguatamente attrezzata. Purtroppo gli alti costi ne limitano notevolmente l’impiego che è generalmente confinato alla convalida di altre metodiche.

La calorimetria indiretta è la metodica che consente di valutare la spesa energetica attraverso la misurazione delle variazioni di concentrazione di ossigeno e anidride carbonica nei gas respiratori e di calcolare inoltre l’ossidazione dei substrati energetici (glucidi, lipidi, protidi).  

Il primo calorimetro diretto, ovvero la camera calorimetrica, (una camera isolata termicamente dove il soggetto è libero di muoversi), fu costruito dai professori Atwater (chimico) e Rosa (fisico) nel 1890.

Nei primi del ’900 furono costruite apparecchiature a misura indiretta tramite cioè la misurazione dei gas respiratori che venivano raccolti in sacche (famosa quella di Douglas utilizzato anche oggi) o l’ utilizzo di spirometria a cui erano collegati analizzatori dei gas respiratori; apparecchiature complesse che venivano per lo più utilizzate a scopo di ricerca.

Con la più recente tecnologia nel campo dei microprocessori è oggi possibile estendere l’utilizzo dal campo della ricerca al campo clinico.

Apparecchiature di più semplice utilizzo e maggiore precisione consentono di misurare il dispendio energetico con un esame che impegna il soggetto per circa 20 minuti.

La calorimetria indiretta permette di conoscere il metabolismo del soggetto in esame e di poter prescrivere, quindi, una dieta ” su misura ”

Molto spesso i soggetti obesi hanno un Metabolismo Basale superiore rispetto ai soggetti normopeso e ancora maggiore rispetto ai sottopeso.

Questo dato, apparentemente strano, rappresenta il tentativo dell’organismo di disperdere più calorie possibili per compensare l’eccessivo apporto alimentare. E’ il dato che permette di distinguere il soggetto, costituzionalmente magro, che ingrassa solo perchè mangia in maniera eccessiva dall’Obeso che non riesce a disperdere di più e quindi ad ingrassare più facilmente.

In questa nuova ottica la dietologia moderna trae spunto e rivede l’impostazione delle diete ipocaloriche che diventano sempre più caloriche, perché rapportate al metabolismo del singolo soggetto: paradossalmente all’aumento delle calorie corrisponde una maggiore perdita di peso, una migliore e prolungata adesione al programma alimentare e una maggiore facilità nel mantenere i risultati raggiunti .

La calorimetria diventa indispensabile al Nutrizionista che vuole soddisfare le richieste energetiche sia nelle condizioni fisiologiche quali la crescita, la gravidanza, l’allattamento, l’invecchiamento, l’attività agonistica, sia nelle varie patologie che modificano le richieste energetiche: pazienti esposti a gravi traumi, ad esempio, in particolar modo gli ustionati, rispondono aumentando di molto la spesa energetica e se questa non viene adeguatamente soddisfatta la compromissione della massa magra che ne consegue può determinare un aumento di mortalità.

Nel campo dietologico, inoltre, una prescrizione mirata evita l’adattamento metabolico che è la causa principale del recupero del peso che segue una dieta dimagrante sbagliata.

Per dimagrire bisogna assumere la giusta quantità di cibo, educarsi alla propria normalità dietologica, e muoversi il più possibile.