COMPOSIZIONE CORPOREA

Il nostro corpo è costituito da:

  • ossa e organi interni,
  • muscoli,
  • riserve di carboidrati (glicogeno),
  • grasso,
  • acqua.

bioimpedenzaLa composizione corporea viene convenzionalmente espressa in due comparti principali: la massa grassa (FAT) e la massa magra (Fat Free Mass o FFM). La massa grassa è costituita dal solo grasso dell’organismo, mentre la massa magra è costituita da tutti gli altri componenti organici (ossa, muscoli, riserve di glicogeno, acqua, minerali ecc.).
L’obbiettivo di una buon alimentazione è innanzitutto di evitare il sovrappeso. Tale termine è però fuorviante perché si riferisce a una visione troppo approssimativa. Infatti esiste solo una vaga relazione fra il peso del soggetto e la quantità di grasso del suo corpo. Pensiamo a un sedentario con 20 kg di sovrappeso localizzati nella pancia e un atleta tutto muscoli: hanno lo stesso peso, ma il primo è in condizioni salutisticamente disastrose. Basta questo esempio per capire come il peso non possa bastare per definire il sovrappeso di un individuo.
Un metodo ormai superato di misurare la massa grassa del soggetto era quello di partire da alcuni dati ossei (polso, cosce, vita ecc.), metterli in relazione con sesso e altezza, estrapolare un dato ottimale di peso e quindi stabilire l’eventuale sovrappeso. Il metodo è quanto mai approssimativo perché è ormai stato ampiamente dimostrato che i concetti di “costituzione robusta“, “ossa pesanti” ecc. non sono scientifici.
Attualmente la misurazione della massa grassa può avvenire con finalità scientifiche usando diversi metodi, alcuni dei quali anche molto precisi. Prima di entrare nel merito dei metodi è necessario precisare che il concetto di percentuale di massa grassa non sempre è ben definito. A creare confusione concorre il fatto che non sempre è chiara la differenza fra grasso totale, grasso di scorta e grasso essenziale. Infatti il grasso totale è dato dalla somma del grasso di scorta (in teoria superfluo, anche se una minima quantità è comunque consigliabile) e del grasso essenziale (il 3-4% per l’uomo e il 10-11% per la donna, il grasso necessario al metabolismo, quello di cui non si può fare a meno). Su alcuni testi si legge di maratoneti (atleti che hanno un bassissimo valore di massa grassa) con lo 0,5% di grasso: evidentemente si intende grasso di scorta; mentre su altri testi si legge di maratoneti con un 6% di grasso; evidentemente s’intende grasso totale. Alcuni metodi di misurazione (per esempio plicometria computerizzata) danno grande enfasi al grasso di scorta (cioè lo presentano come unico risultato), salvo poi scoprire in un angolo dello stampato la percentuale del grasso essenziale. Così capita che un lettore dei dati si veda attribuire il 7% di grasso corporeo (quando in realtà è l’11%, se si tiene conto del 4% scritto in piccolo nell’elenco dei risultati secondari) e suppone che la sua situazione sia migliore di quella dell’amico che con un altro metodo ha ottenuto il 9,5% (di grasso però totale). Analizziamo i vari metodi.
DEXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry) – È il metodo considerato migliore perché è affidabile, preciso, ripetibile e si basa su tre componenti (muscolo, grasso, osso) anziché due (muscolo, grasso). È però di difficile attuazione per il costo dell’apparecchiatura e per la difficoltà d’esecuzione: il soggetto deve stare assolutamente fermo per 10-20 minuti mentre avviene la scansione di tutto il corpo.
Pesata idrostatica – Se effettuato correttamente, anche questo metodo (che però non considera la parte ossea) può essere molto attendibile. Il problema consiste nel fatto che il soggetto deve essere in grado di espellere tutta l’aria dai polmoni quando è immerso nell’acqua. Anche in questo caso l’apparecchiatura è costosa e il metodo viene utilizzato a soli fini di ricerca.
bioimpedenzaBioimpedenza convenzionale – L’analisi dell’impedenza bioelettrica (BIA)  viene fatta classicamente sul paziente sdraiato sul lettino con una serie di elettrodi attaccati in vari punti del corpo; si misura la resistenza al passaggio di un segnale elettrico che viaggia nell’acqua dei muscoli e del grasso. In condizioni normali più muscolatura è presente e più acqua l’organismo trattiene (65-70% nei muscoli, 50% nel grasso) ed è più facile per la corrente passare. Per approfondimenti si consulti l’articolo sulla bioimpedenziometria.
Analisi plicometrica – La misurazione delle pliche cutanee è operazione in sé facile e il metodo è “trasportabile”. Purtroppo il metodo è praticamente poco attendibile perché difficilmente replicabile: due misurazioni danno risultati vicini, ma differenti, in quanto la modalità di definizione della plica dipende dall’interpretazione dell’esaminatore.
NIR (Near Infra-Red) – Utilizza una sonda a fibra ottica. Il metodo è poco costoso, facile, veloce, anche se non ancora sufficientemente preciso.
La bilancia impedenzometrica –  Chi invece vuole misurare il proprio grasso corporeo, spesso e con sufficiente precisione, può usare una bilancia impedenzometrica, una normale bilancia con due elettrodi sul piatto che permettono di condurre un debole segnale elettrico lungo il corpo: si tratta cioè di una variante della bioimpedenziometria convenzionale. Valori ideali per gli uomini sono 7-12% e per le donne 13%-20%. La bilancia impedenzometrica misura il grasso totale.