FITNESS – CEREALI

La recensione di un prodotto come i cereali Fitness Nestlé è importante per i seguenti motivi:
1) mostra come un’azienda possa sfornare un insieme di prodotti fra di loro salutisticamente poco compatibili solo per avere una migliore penetrazione del mercato.
2) è un esempio di informazione soft.
Il primo punto fa riferimento al confronto con le Fibre 1 della stessa casa, prodotto VIP e vero rappresentante della categoria Cereali. Perché se si ha già un prodotto salutisticamente eccezionale (Fibre 1) se ne sforna un altro decisamente meno interessante dal punto di vista della salute? Innanzitutto spieghiamo perché Fitness è meno interessante.
Rifacendoci ai criteri di valutazione della categoria, ricordiamo che, se l’apporto di fibre è significativo, il contenuto calorico non può superare le 300 kcal/100 g. Questo perché le fibre non apportano calorie. Vediamo le informazioni nutrizionali dei Fitness (esiste anche la versione ai frutti e quella al cioccolato, la più calorica con 384 kcal):
Carboidrati: 79,1; Proteine: 7,6; Grassi: 1,3; Fibre: 6,5; Calorie: 359.
In veri cereali per la prima colazione il contenuto di fibre è almeno del 25% (cioè 25 g su 100)! Quindi con 6,5 g i Fitness non sono veri cereali, ma biscotti, travestiti da cereali. Infatti sono stati concepiti per far credere al consumatore di utilizzare un prodotto salutisticamente molto più interessante dei classici biscotti da prima colazione, ricco di fibre di cui frequentemente l’alimentazione moderna è priva. Ma non c’erano le Fibre 1? Certo e le Fibre 1 rispondono veramente ai requisiti sopraesposti. Purtroppo molte persone, abituate al gusto del dolce dei peggiori biscotti da prima colazione, ritengono poco appetibili cereali con troppe fibre. E allora cosa si fa? Si fanno biscotti travestiti da cereali con poche fibre, gusto del dolce e tante calorie.
Il secondo punto discende dal primo: facciamo un prodotto che sia buono, ma non punitivo delle abitudine errate di chi vuole a tutti i costi dolce e calorie, lo chiamiamo Fitness e cerchiamo di abbinarlo all’idea di massima salute. Tutto ciò funziona per quella fascia di popolazione soft che si illude di trovare scorciatoie per il benessere e che è sufficientemente giovane da non accorgersi che è solo la gioventù (e non le scelte che fa) che mantiene vivo il sogno.
Ben inteso, si possono usare i cereali Fitness per la propria colazione, senza pretendere però che ci mantengano giovani. Per questo occorre ben altro!

Fibre e calorie – È interessante notare come il valore di 6,5 g per 100 g sia veramente basso. Un’arancia contiene la stessa dose di 50 g di Fitness. Chi usa normalmente frutta e verdura non ha dunque bisogno dei Fitness, mentre chi non ama i vegetali comunque con i Fitness è molto lontano dalla dose giornaliera di 25-30 g (con 50 g di cereali da 250 kcal per 100 g si assumono ben 15-20 g di fibre). Quando si parla di fibre è anche importante riferirsi alle calorie necessarie per assumerle. Con i Fitness il rapporto calorie/fibre è decisamente deludente: per avere 10 g di fibre si devono assumere 540 kcal; per l’arancia l’indice di fibra (è una nostra definizione: la quantità di kcal corrispondente a 10 g di fibre assunte con l’alimento considerato) è 180 kcal. Decisamente meglio le arance.
E le vitamine? – Interessante il fatto che i Fitness siano arricchiti in vitamine e minerali. C’è però una contraddizione in termini. Infatti l’etichetta nutrizionale riporta la quantità delle vitamine in % della famosa RDA (la dose giornaliera raccomandata); tale RDA è osannata in Europa, ma sottovalutata negli USA dove spesso si sostiene la necessità di una razione vitaminica più alta (e quindi la necessità di un’integrazione). Molti nutrizionisti europei (con i quali non concordiamo) sostengono che è inutile (se non dannoso) superare le RDA. Ma con soli 50 g di Fitness si arriva almeno al 60-70% di almeno nove vitamine (E, C, vitamine del gruppo B). È evidente che con l’alimentazione si supererebbero abbondantemente le RDA, arrivando facilmente a raddoppiarle. Dal che si deduce che le RDA hanno poco valore e ha senso il discorso dell’integrazione all’americana; ma allora perché usare come riferimento le RDA?