GRASSO E CRESCITA

Anche il grasso di carattere “anagrafico” presenta delle differenze sostanziali, sia qualitative che quantitative. Se un adulto ingrassa “riempiendo” le cellule adipose già esistenti, senza generarne delle altre (obesità ipertrofica), un bambino, fino al termine dell’adolescenza ingrassa sia riempiendo, ma anche moltiplicando il proprio corredo di cellule adipose (obesità ipeplastica).  Purtroppo questo surplus di adipociti sviluppato durante la crescita per una scorretta alimentazione viene mantenuto per il resto della vita. Sarà poi sempre possibile dimagrire, ma solo “sgonfiando”gli adipociti, senza perderne nemmeno uno. Sarà quindi avvantaggiato un adulto che nell’adolescenze ha sviluppato solo parzialmente il suo potenziale adiposo, quindi tra 25 e 30 mld di cellule adipose, rispetto a colui che ha espresso tale potenziale, nella misura di oltre 100 mld di  cellule adipose.
Gli studi condotti sull’argomento sono partiti da Brozek e Hirsch e sono stati sanciti dalla recente pubblicazione su “Nature” (  Spalding et al., Nature, 2008 Jun 5;453(7196):783-7. Epub 2008 May 4 ). Solo negli obesi estremi adulti si può instaurare una nuova fase iperplastica, dato che le cellule adipose hanno raggiunto il loro limite critico.
Ricordare : l’iperplasia è irreversibile – l’ipertrofia è reversibile

 
 
Studio di Hirsch circa la perdita di peso in un obeso: cala il grasso, ma il numero di adipociti resta tale e quale ( Adipose cellularity in relation to human obesity. In advance in Internal Medicine. Vol 17. G.H. Stollerman, Chicago, Year Book, 1971 )


 
 
Perchè è meglio non essere obesi da bambini?
 
E’stato chiaramente dimostrato che l’adiposità infantile:
influenza la morbilità e la mortalità nella vita adulta (Must et al., 1992; Power et al., 1997). Vale a dire che ci si ammala di più e si muore prima.
i bambini in sovrappeso hanno maggiori probabilità di divenire degli adulti obesi (Guo et al., 1994). Di conseguenza, più esposti al rischio di malattie cardiovascolari, all’ipertensione, al diabete e ad alcuni tumori (Pi-Sunyer, 2002; Prentice, 2001).